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	<title>asd ARMONIA &#187; CULTURA GIAPPONESE</title>
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	<description>Associazione di Cultura Tradizionale Giapponese</description>
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		<title>L’INFLUENZA DELLA CULTURA GIAPPONESE NELLE ARTI MARZIALI</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2016 23:26:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aikido]]></category>
		<category><![CDATA[Karate-Do]]></category>
		<category><![CDATA[ARTI MARZIALI]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA GIAPPONESE]]></category>

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		<description><![CDATA[di Marco Forti &#8211; pubblicato su Karateka.it Lo sviluppo della cultura giapponese è stato fortemente influenzato dalla scarsa disponibilità di superficie rispetto alla densità della popolazione e dall’isolamento geografico che, nel corso dei secoli, ha permesso di mantenere inalterati i &#8230; <a href="https://www.associazionearmonia.com/?p=460">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><a title="Clicca per vedere l'anteprima dell'immagine" href="http://karateka.it/media/k2/items/cache/d063d8b7c1471349d2847c26ce4e4d8c_XL.jpg" rel="{handler: 'image'}"> <img alt="L’influenza della cultura giapponese nelle Arti Marziali" src="http://karateka.it/media/k2/items/cache/d063d8b7c1471349d2847c26ce4e4d8c_L.jpg" width="623" height="416" /> </a></div>
<div>
<div>
<div style="text-align: justify;"><em>di <strong>Marco Forti</strong></em> &#8211; pubblicato su <a href="http://www.karateka.it">Karateka.it</a></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">Lo sviluppo della cultura giapponese è stato fortemente influenzato dalla scarsa disponibilità di superficie rispetto alla densità della popolazione e dall’isolamento geografico che, nel corso dei secoli, ha permesso di mantenere inalterati i valori originari della civiltà feudale.</div>
<div style="text-align: justify;">出る釘は打たれる (<em>deru kugi wa utareru</em>)<br />
<strong><i>Il chiodo che sporge va ribattuto</i></strong></div>
<div style="text-align: justify;"><span id="more-460"></span>La cultura giapponese si è evoluta esaltando l’ordine, l’importanza della gerarchia e dell’etichetta, l’unità e la legalità.</p>
<div>
<p>Il giapponese considera l’autorità necessaria alla sopravvivenza della società e l’ubbidienza all’autorità come una forma di cooperazione piuttosto che di coercizione. Il benessere del gruppo viene considerato più importante di quello del singolo.</p>
<h2><b>Conformità sociale, gerarchia e dinamica del gruppo</b></h2>
<p>L’antropologa giapponese Chie Nakane, afferma «Il<i> Giappone moderno ha una struttura gerarchica che segue una stratificazione verticale in base alle istituzioni, piuttosto che orizzontale in base alle classi o alle caste. L’individuo giapponese non ha uno status individuale universalmente valido nella società, ma la sua identità è determinata esclusivamente dal ruolo che assume in una particolare istituzione.<br />
Non bisogna confondere la gerarchia giapponese con quella occidentale, come se fossero equivalenti i rapporti di forza e le strutture sociali: il fine ultimo della gerarchia giapponese è la costituzione del gruppo. Gruppo, che può essere di lavoro, di studio o familiare.»<sup><a href="http://karateka.it/articoli/karatedo/item/138-influenza-cultura-giapponese-arti-marziali.html#note" rel="alternate" data-slimstat-clicked="false" data-slimstat-type="2" data-slimstat-tracking="false" data-slimstat-callback="false" data-slimstat-async="false">(1)</a></sup></i></p>
<p>Malgrado la sua modernizzazione, il Giappone rimane comunque una società gerarchica in cui tutto è regolato da convenzioni e norme meticolose.</p>
<p>Gli antichi guerrieri vivevano per la lealtà, la disciplina, l’obbedienza alla nazione al clan, alla famiglia e all’onore personale. Le forme oggi sono cambiate, ma le qualità del popolo giapponese sono rimaste invariate, così come le tradizioni, che sono vive perché condizionano inequivocabilmente un presente, che a sua volta le ridefinisce e rafforza.</p>
<p>Tradizione e modernizzazione non sono in Giappone in contrasto, ma due facce della medesima medaglia. Il sistema giapponese ha realizzato una completa integrazione fra modernizzazione e tradizione sfruttando le caratteristiche culturali a vantaggio dello sviluppo e dell’organizzazione.</p>
<p><img alt="studentesse giapponesi" src="http://www.karate-cesena.it/wp-content/uploads/2013/06/0aatomoko-300x216.jpg" width="579" height="424" /></p>
<p>Nella cultura giapponese esiste una forma d’ordine, a cui gli occidentali non sono abituati, in cui è vero che l’individuo è vulnerabile e l’individualità non viene incentivata, ma esiste una sensibilità comune che dà l’impressione di avere a che fare con una sorta di persona collettiva.</p>
<p>La gerarchia non ha quindi lo scopo di proclamare la supremazia di un individuo sugli altri, ma quella di stabilire i doveri all’interno del gruppo, in cui il valore dominante è l’armonia, che si manifesta nella gratitudine e lealtà, nei sentimenti di benevolenza e di comprensione del capo nei confronti dei suoi subordinati.</p>
<p>Esistono rapporti importanti che comportano differenze di età fra le persone coinvolte: quelli tra genitori e figli, tra insegnanti e studenti, tra superiori e subordinati, che divengono un modello per le altre relazioni interpersonali.</p>
<p>In Occidente, le differenze di età e di stato non influenzano i rapporti tra le persone come avviene in Giappone.</p>
<p>Gli studenti possono parlare con i professori in modo molto informale. Una matricola e un anziano in un college possono essere buoni amici. I giovani e agli anziani possono avere un rapporto paritetico.</p>
<p>In Giappone, quando i giapponesi si riuniscono, il loro comportamento è fortemente influenzato dalla consapevolezza del livello e del grado di ogni persona del gruppo in accordo con l’età e lo stato sociale.</p>
<p>La consapevolezza delle differenze di età e di rango è inoltre una necessità costante per l’uso appropriato della lingua giapponese. Un giapponese deve infatti parlare con un anziano usando un vocabolario e una forma linguistica più educati, usando cioè il linguaggio formale che in giapponese è chiamato <em>Keigo</em>.</p>
<h2><b>Il rapporto Senpai-Kohai</b></h2>
<p>Niente descrive più chiaramente questo aspetto della tradizione e della natura gerarchica della società giapponese che il rapporto tra <em>Senpai</em>(l’anziano o il superiore) e <em>Kohai</em> (più giovane) in qualsiasi organizzazione sociale.<br />
L’atteggiamento verso il proprio Senpai è caratterizzato da formalismo, obbedienza e fiducia.</p>
<p>Il rapporto tra inferiori o <em>Kohai</em> e i loro <em>Senpai</em> segue le rigide regole imposte dall’etichetta, manifesta il rispetto della gerarchia e quindi l’adesione alla struttura sociale<sup><a href="http://karateka.it/articoli/karatedo/item/138-influenza-cultura-giapponese-arti-marziali.html#note" rel="alternate" data-slimstat-clicked="false" data-slimstat-type="2" data-slimstat-tracking="false" data-slimstat-callback="false" data-slimstat-async="false">(2)</a></sup>.</p>
<p>Secondo la cultura giapponese, l’accettazione di altri come propri superiori è uno strumento utile per insegnare la leadership, l’autocontrollo e l’autodisciplina.</p>
<p>Il rischio è che questa consuetudine possa inibire lo sviluppo personale: quando gli individui smettono di pensare con la loro testa e lasciano le decisioni ai loro superiori, possono diventarne dipendenti e interrompere il percorso che porta alla maturità, ma questo fa parte delle regole del gioco.</p>
<p>Nell’interpretare questo rapporto è importante tener presente la sua confrontabilità con la famiglia che rappresenta il pilastro della società giapponese in quando propone e rispecchia le norme, i valori culturali, le tradizioni e il pensiero comune.</p>
<p>All’interno della famiglia giapponese i bambini sono molto amati e viziati, le <em>oba-san</em> e gli <em>oji-san</em> (nonne e nonni) di solito occupano un posto speciale e godono di grande considerazione: l’inizio e la fine della vita sono considerati vicini al mondo spirituale e quindi degni di un rispetto maggiore. La dipendenza del più giovane, del più fragile della famiglia non solo è accettata, ma diventa il punto focale della relazione, in cui si esprimono i valori di coesione e di unità, e si consolidano i ruoli all’interno del gruppo.</p>
<p>I sentimenti di affetto e la gerarchia propri delle relazioni familiari, invece che entrare in contraddizione, si rafforzano vicendevolmente, affermando gli ideali di ordine e armonia.</p>
<p>Nella famiglia nascono e si sviluppano i valori fondamentali di tutte le relazioni interpersonali e il codice di comportamento che ne deriva consente di rendere simili e comparabili situazioni sostanzialmente dissimili, come l’ambiente famigliare, la scuola e il mondo del lavoro.</p>
<p>L’affermazione: «<em>I Senpai sono come padri protettivi, come fratelli maggiori</em>» indica proprio come la relazione <em>Senpai-Kohai</em> abbia profonde analogie con la relazione esistente all’interno della famiglia fra i genitori e i figli o fra il fratello maggiore e quelli più giovani.</p>
<p><a href="http://www.karate-cesena.it/wp-content/uploads/2013/06/schoolsys.jpg" data-slimstat-clicked="false" data-slimstat-type="2" data-slimstat-tracking="false" data-slimstat-callback="false" data-slimstat-async="false"><img alt="Il rapporto senpai kohai nelle scuole" src="http://www.karate-cesena.it/wp-content/uploads/2013/06/schoolsys-300x225.jpg" width="582" height="446" /></a></p>
<p>Il rapporto senpai kohai inizia nelle scuole</p>
<p>Gli studenti giapponesi incontrano il loro primo <em>Senpai</em> nella scuola media, quando si iscrivono a qualche circolo, sportivo o culturale, e questo rapporto durerà anche dopo il loro diploma.</p>
<p>I nuovi studenti sono addestrati, come dei soldati, a servire il loro <em>Senpai</em>. Quando parlano con il loro <em>Senpai</em> devono usare un linguaggio educato e formale per mostrare rispetto verso l’anziano.</p>
<p>Quando incontrano il loro <em>Senpai</em> devono inchinarsi.</p>
<p>Chiamare gli anziani per nome è proibito.</p>
<p>In questo rapporto molto rigido e formale, simile al sistema gerarchico dell’esercito, l’obbedienza è il valore più importante del <em>Kohai</em>.</p>
<p>Questa relazione si ripropone anche nel mondo del lavoro.</p>
<p><a href="http://www.karate-cesena.it/wp-content/uploads/2013/06/senpaikohai3.jpg" data-slimstat-clicked="false" data-slimstat-type="2" data-slimstat-tracking="false" data-slimstat-callback="false" data-slimstat-async="false"><img alt="La relazione senpai-kohai si ripropone anche nel mondo del lavoro" src="http://www.karate-cesena.it/wp-content/uploads/2013/06/senpaikohai3.jpg" width="581" height="618" /></a></p>
<p>Come già detto nella cultura giapponese è cruciale sapere in anticipo chi è più anziano e chi è più giovane in qualsiasi relazione personale, in modo tale da usare, nei confronti dell’anziano, il giusto tono di voce, l’appropriato livello di formalismo e di termini onorifici.</p>
<p>Per questo motivo nessun rapporto d’affari può cominciare prima di essersi scambiati i biglietti da visita (<em>Meishi</em>), che contengono informazioni molto precise e dettagliate sul rango e sulla posizione aziendale, in modo da aver chiaro chi deve portar riguardo a chi.</p>
<p>Le più recenti ed autorevoli analisi sulla moderna organizzazione giapponese conferiscono un posto determinante al rapporto Senpai-Kohai, che è considerato cruciale per comprendere le caratteristiche tipicamente giapponesi della loro struttura aziendale.</p>
<p>La relazione Senpai-Kohai è riproposta ed enfatizzata nel Budo giapponese.</p>
<p>Il <em>Rei</em>, ossia “il saluto” e quindi l’inchino come sua forma esteriore (<em>Tatemae</em>) e il rispetto come forma interiore (<em>Honne</em>), riunisce le nozioni di educazione, cortesia, gerarchia, lealtà e gratitudine.</p>
<p>Non per niente i termini, che in giapponese indicano l’etichetta (<em>Reishiki</em> / <em>Reigi</em>), derivano direttamente da Rei e in questa particolare accezione, l’etichetta non è solo l’espressione del mutuo rispetto all’interno della società, ma un mezzo per prendere coscienza della propria posizione e avvicinarsi alla comprensione del Budo.</p>
<p>Come nella famiglia c’è una gerarchia naturale, così è nel <em>Budo</em>: maestro e allievo, <em>Senpai</em>, <em>Dohai</em> e <em>Kohai</em>, gradi avanzati e principianti, e tutte queste relazioni devono agire in modo congiunto, per preservare l’ordine e l’armonia nel gruppo.</p>
<p>“<em>L’etichetta consiste nel determinare caso per caso il giusto equilibrio.</em>“</p>
<p>Per un giapponese che pratica in un <em>dojo</em>, adeguarsi a queste norme è facile, non ha che da replicare le regole di comportamento, che già applica, sotto altra forma nella sua vita sociale.</p>
<p>Per un occidentale è più difficile. L’informalità, che caratterizza i nostri rapporti quotidiani, mal si coniuga con le rigide norme dell’etichetta, di cui fatichiamo ad elaborarne i contenuti.</p>
<p>Le relazioni<em> Sensei-Deshi</em> e <em>Senpai-Kohai</em>, così diffuse e naturali nella società giapponese, sono per l’occidentale, anche se praticante di arti marziali, di difficile comprensione ed attuazione.</p>
<p>Eppure è così semplice: “<em>Il Senpai si prende cura del Kohai, perché occupa il posto che è suo e merita perciò che ci si occupi di lui.</em>” Allo stesso modo il rispetto verso il Senpai non deve essere richiesto o imposto, il Kohai “<em>deve avere il desiderio naturale di rispettare il Senpai.</em>“</p>
<p>Così in Giappone l’allievo non fa domande al maestro, accetta l’insegnamento perché il <em>Sensei</em> ne sa di più, ha maggior esperienza, inoltre fare domande è considerato scortese e potenzialmente distruttivo dell’armonia del gruppo.</p>
<p>Forse è proprio questa semplicità, questa naturalezza, questa forma di ordine gerarchico per noi atipica, questa certezza che non ammette replica, che ostacola la capacità di capire …</p>
<p>Ma in fondo cosa c’è da capire … basta accettare.</p>
<p>Ed è di questa impostazione culturale, tutta giapponese, che il Karate-do moderno è figlio.</p>
<p>Ed è forse anche a causa di questa impostazione culturale che impone il non fare domande ai propri maestri che buona parte delle conoscenze e delle pratiche dell’antica arte di Okinawa si sono perse per sempre nelle sabbie del tempo …</p>
<p>______________________________________</p>
<p>NOTE</p>
<p><em><sup>(1)</sup> Chie Nakane – Personal Relations in a Vertical Society: A theory of Homogeneous Society – Kodansha – Tokyo 1967</em><br />
<em><sup>(2)</sup> Patrizia Corgiat Mecio – La relazione Senpai-Kohai nella cultura giapponese – 2001</em></p>
</div>
</div>
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</div>
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