CORSI DI KARATE UECHI RYU E KORYU UCHINADI – 2019-20

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Il Dojo Karatekai Caserta si propone di studiare, approfondire e diffondere gli aspetti meno conosciuti del Karate, quelli atti a creare un “ponte che collega la crescita personale con la sicurezza personale”, fondamentale per chi desidera apprendere il Karate come una vera Arte marziale.

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Ci rivolgiamo a tutte le età, con corsi suddivisi per livello, proponendo una pratica non competitiva, totalmente basata su applicazioni difensive, intrisa dalla filosofia morale e dall’insegnamento introspettivo atto a formare un unico studio completo. Le finalità riguardano lo studio, l’approfondimento e la diffusione del Karate ripercorrendo la tradizione classica adattata alla società contemporanea, nella fattispecie:

-   il KARATE UECHI-RYŪ per la International Kenyukai Association di Okinawa, uno stile di Karate di matrice prettamente cinese e proveniente da una disciplina di combattimento nota col nome di Pangai-Noon (metà duro/metà morbido), avente come caposcuola M° Shinjo Kyohide, 9° dan e leggenda vivente sul territorio nipponico;

- il KORYU UCHINADI KENPO-JUTSU, per la International Ryukyu Karate Research Society (Ryūkyū Karate-Jutsu Kokusai Kenkyūkai), un metodo avente come scopo lo studio delle origini, dell’evoluzione e delle teorie relative alle applicazioni dei kata del Karate antico e del Kobudo di Okinawa, avente come caposcuola il M° Patrick McCarthy, 9° dan e noto ricercatore di fama mondiale sulle arti di combattimento storiche delle Ryukyu di Okinawa.

Lo stile Uechi-Ryū e il metodo Koryu Uchinadi hanno in comune il condizionamento del corpo, la lotta nelle sulle forme diverse, le leve articolari e le tecniche di autodifesa in generale, sia in piedi che a terra, espressioni fondamentali e caratteristiche della pratica tradizionale, congiunte agli insegnamenti etici, morali e spirituali delle Arti marziali orientali.

Riteniamo che la nostra proposta formativa ed educativa rappresenti oggi un valido, quanto attuale, supporto per generare nuove “relazioni di aiuto” in campo sociale attraverso conoscenze e competenze i cui significati vengono analizzati nel contesto della loro totalità permettendo di ascoltare, assorbire, rispondere, esprimersi, e, attraverso lo sforzo continuo, migliorare se stessi. Il binomio insegnamento/apprendimento, infatti, non è solo un freddo passaggio di informazioni, ma una relazione tra esseri umani sul piano emotivo, fisico e cognitivo. Per tale ragione, la nostra pratica parte dal integrazione degli aspetti del movimento in generale, ovvero stimolando e sviluppando il sistema sensoriale, il sistema visivo, il sistema vestibolare, il sistema interocettivo e il sistema propriocettivo. Successivamente le abilità vengono affinate in ambito tecnico e relazionale, e i punti fondamentali sono: la respirazione (Kokyu), il rilassamento, la concentrazione, la meditazione, il lavoro sull’energia vitale (Kiko), gli esercizi di sensibilità (Kaki-e), condizionamento (Kitae) e la pratica con l’attenzione a non perdere mai il contatto con il compagno di allenamento (Muchimi).  Una teoria, quindi, supportata e verificata con la pratica tecnica costante. Questo aspetto, a volte dato per scontato e spesso sottovalutato, contiene in sé anche dei fondamenti scientifici: la reiterazione della pratica contribuisce a formare nuovi percorsi di attività neuronale e a consolidarli, a creare nuovi nessi logici e motori, rinforza la capacità di adattamento a situazioni diverse e migliora le capacità di problem-solving. Un simile percorso interiore sviluppa consapevolezza, autoefficacia, umiltà, rispetto e tolleranza, per gestire in maniera più serena il continuo conflitto del vivere sociale quotidiano, ed è attraverso questa impegnativa, ma socialmente utile, crescita che il praticante impara come superare gli ostacoli e le difficoltà apparentemente insormontabili che la vita gli riserva. Parafrasando il filosofo John Ruskin, riteniamo che il miglior riconoscimento per la fatica fatta non è ciò che se ne ricava, ma ciò che si diventa grazie ad essa.

I Corsi per bambini, ragazzi e adulti della nostra Scuola di Karate Uechi Ryu e Koryu Uchinadi Kenpo-jutsu sono ripartiti. Vi aspettiamo per darvi la possibilità’ di provare questa fantastica disciplina altamente formativa ed educativa.

Lunedi e Venerdi’

ore 16.30 – 17.30   Bambini

ore 18.00 – 19.00   Ragazzi

ore 19.15 – 20.30   Adulti

 

Mercoledì  (Neuromotricità e Preparazione fisica complementare)

ore 16.30 – 17.30   Bambini e Ragazzi

ore 17.30 – 18.30   Adulti

 

Dojo Karatekai Caserta

c/o asd Armonia

viale degli antichi platani, 1

San Leucio (Caserta)

karatekaicaserta@alice.it

www.associazionearmonia.com

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MASTERCLASS KARATEDO UECHI RYU KENYUKAI

di Karatekai Italia – www.karatekai-italia.it

San Leucio, 11/12 Novembre 2017

Un evento storico quello svoltosi a San Leucio, provincia di Caserta, organizzato presso la asd ARMONIA, da KARATEKAI ITALIA, scuola di Karate Uechi-ryū e Koryu Uchinadi Kenpo-jutsu,in collaborazione con asd Sportivart e con il patrocinio del CSEN – settore Karate Nazionale.shinjo-kiyohide-karatekai-italia-7

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Nei giorni 11 e 12 Novembre, infatti, direttamente da Okinawa e per la prima volta in Italia, il Maestro KIYOHIDE SHINJO, 9° dan ecaposcuola della Kenyukai Okinawa Association per il KARATE UECHI RYU, ha magistralmente condotto delle lezioni pratiche ai numerosi partecipanti provenienti da diverse regioni d’Italia ed alcuni paesi stranieri come Israele e Germania.shinjo-kiyohide-karatekai-italia-4

Un crescente interesse, dunque, per questo stile di Karate okinawense, di matrice prettamente cinese, il suo nome originario infatti è Pangai Noon, i cui movimenti di attacco e difesa si ispirano alle caratteristiche di tre animali come la Tigre, riferendosi a forza, ferocia e determinazione, il Drago, riferendosi a velocità, flessibilità e respirazione, e la Gru, riferendosi a equilibrio e grazia dei movimenti. Eccellente per condizionare il corpo e la mente, il Karate Uechi Ryu si contraddistingue per un ampio uso di movimenti circolari e di tecniche a mano aperta, altamente consigliato a tutte le fasce d’età per finalità rivolte allo studio e pratica del Karate nella sua accezione marziale, a scopo non-agonistico, con riferimento agli aspetti storici, culturali, tecnici e filosofici nonché ai valori etici e morali che accompagnano il praticante per tutta la vita. Questi insegnamenti sono il frutto di anni di elaborazione di grandi Maestri che rendono il Karatedo un’arte marziale ancora attuale e di grande utilità per le nuove generazioni. shinjo-kiyohide-karatekai-italia-3

Ad assistere il Maestro Shinjo, sono intervenuti da Israele il M° SHAI HAI, allievo diretto del M° Shinjo, 5° dan Uechi Ryu, caposcuola per il Medio Oriente della Kenyukai Okinawa Association, e dall’Italia il M° LUCIO MAURINO, 3° dan Uechi Ryu, responsabile per l’Italia della Kenyukai Okinawa Association e direttore tecnico-didattico Karatekai Italia.shinjo-kiyohide-karatekai-italia-5

Il programma della Masterclass ha previsto 4 sessioni di allenamento, rivolte a partecipanti dai 12 anni in poi, in cui sono stati mostrati i protocolli di lavoro che vengono impartiti nelle scuole okinawensi, dove il Karate, considerato tesoro nazionale, viene insegnato fin da piccoli, e tutti gli esercizi fondamentali, definiti come Hojo Undo, per passare successivamente allo studio formale e funzionale di alcuni kata, come Sanchin e Seisan, definiti come modello di esecuzione a solo caratterizzante principi di applicazione pratica a due persone. Inoltre è stata dedicata anche una sessione di allenamento per bambini e ragazzi fino a 12 anni, dove il Maestro si è contraddistinto per uno stile di insegnamento ludico ma pregno di significati riconducibili a disciplina, rispetto di sé e degli altri, pratica costante. shinjo-kiyohide-karatekai-italia

Ad apprezzare la grande “expertise” del Maestro Shinjo è stata presente anche la sig.ra Delia Piralli, coordinatrice nazionale del CSEN, che ha rivolto i suoi saluti a tutti i partecipanti testimoniando il riconoscimento che il CSEN, nella persona del Presidente Francesco Proietti, ha proferito di recente al M° Lucio Maurino come responsabile nazionale CSEN del Karate Uechi Ryu Kenyukai per il settore Karate. shinjo-kiyohide-karatekai-italia-2

Insomma non ci resta che ridare a tutti l’appuntamento al prossimo anno, per un altro grande incontro con il grande Maestro Shinjo, considerato leggenda vivente ad Okinawa, la culla mondiale del Karate.shinjo-kiyohide-karatekai-italia-6

Intanto, per chi volesse intraprendere un percorso formativo, di studio e pratica, relativo allo stile di Karate Uechi Ryu Kenyukai in Italia, può scrivere a karatekai-italia@libero.it chiedendo tutte le informazioni a riguardo.

KARATEKAI ITALIA – Uechi Ryu e Koryu Uchinadi

PERCHÈ LO STILE DI KARATE UECHI RYU ?

Il KARATE UECHI RYU della Kenyukai Okinawa Association ha come caposcuola il M° Shinjo Kyohide, 9° dan e leggenda vivente sul territorio nipponico poiché è stato nove volte campione del “All Okinawa Kata and Kumite Championships”. Figlio ed allievo di Seiyu Shinjo, diventa sho-dan (1° dan) all’età di 16 anni. Dopo la morte del padre, nel 1979, Shinjo si è ritirato incontrastato dalle competizioni fondando il gruppo Kenyukai (“Ken” significa pugno, “yu” deriva dal nome del padre Seiyu Shinjo e “kai” significa gruppo, quindi “Kenyukai” significa “gruppo del forte pugno di Seiyu Shinjo) con la Uechi Ryu Association reclutando, nel tempo, proseliti in tutto il mondo. Egli, inoltre, è membro del consiglio di amministrazione della Okinawa Karate Federation, di cui è stato presidente dal 1991 al 2004. Continua a leggere

Lo stile di Karate Uechi Ryu è di matrice prettamente cinese, e proviene da una disciplina di combattimento nota col nome di Pangai-Noon (che significa “metà duro/metà morbido”). Esso fu introdotto per la prima volta ad Okinawa, agli inizi del secolo scorso, dal M° Kanbun Uechi, che lo aveva studiato per oltre 10 anni, appunto in Cina, tra la fine del 1800 e gli inizi del 1900, nella provincia del Fujian (nota per gli stili di lotta della Gru Bianca), sotto la guida del noto M° Shu Shi Wa. Questo sistema è anche denominato “sistema della tigre, della gru e del drago” poichè è caratterizzato da ciò che questi tre animali simbolizzano: forza e vigore (tigre), morbidezza e grazia (gru), agilità e imprevedibilità (drago). Inoltre il sistema è caratterizzato da particolari tecniche, di cui riportiamo un piccolo esempio, che sono difficili da trovare nelle altre scuole di Karate come:

  • SOKUSEN-GERI – Calcio con la punta dell’alluce;
  • BOSHIKEN-ZUKI – Colpo con il pollice piegato;
  • WA-UKE – Ricevere in modo morbido e circolare.

I Kata praticati nello Uechi-ryū sono otto. Tre sono quelli originariamente appresi da Kanbun Uechi durante il suo soggiorno cinese presso il M° Shu Shi Wa: Sanchin, Seisan e Sanseiryu; i cinque restanti invece, furono elaborati da suo figlio Kanei Uechi e dai suoi studenti dopo la seconda guerra mondiale. Il Kata principale, considerato la chiave di volta dell’intero stile è il Sanchin (traducibile come “tre tesori” o “tre conflitti“). Attraverso la pratica di questo esercizio isotonico/isometrico, che può a tutti gli effetti dirsi propedeutico alla pratica del Karate Uechi-ryū, si apprende la respirazione basilare dello stile e con la dovuta durezza/morbidezza, il corpo del praticante si plasma, i muscoli si tonificano e la struttura ossea si consolida.

La Scuola Karatekai Italia è venuta a conoscenza di questo antico e incontaminato stile di Karate grazie al M° Shai Hai, 5° dan, israeliano allievo diretto del caposcuola e responsabile della Kenyukai Association in Israele e in tutto il Medio Oriente, che dopo alcuni anni di collaborazione, iniziata nel 2014, attraverso seminari formativi svoltisi in Israele e in Italia, ha conferito al M° Lucio Maurino, dopo un intenso esame di verifica e su approvazione del caposcuola, il grado di 2° dan in Uechi Ryu, nonché la nomina a responsabile per l’insegnamento (shidoin) del Karate-do Uechi Ryu della Kenyukai Association in Italia, designando, altresì, il Dojo Karatekai Caserta, dojo dove opera il M° Lucio Maurino, quale di Honbu Dojo (dojo principale) della Uechi Ryu Kenyukai Italia.

Per tali ragioni, La Scuola Karatekai Italia riconosce come collaboratore per lo stile di Karate Uechi Ryu il M° Shai Hai, che periodicamente sarà coinvolto come docente nei seminari nazionali in Italia.

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PERCHÈ IL METODO KORYU UCHINADI KENPO-JUTSU ?

Il metodo KORYU UCHINADI KENPO-JUTSU®, ideato dal M° Patrick McCarthy, Hanshi 9º Dan, noto ricercatore di fama mondiale con oltre un quarant’anni di studi approfonditi compiuti in Giappone, in Cina, in particolare nella regione del Fujian, nel Sud Est Asiatico e, naturalmente ad Okinawa, è un’interpretazione moderna delle discipline di combattimento storiche di Okinawa, fondata come alternativa pragmatica alla pletora di stili di Karate moderno definiti come “tradizionali” terribilmente ambigui e altamente non funzionali. Metodo di apprendimento/insegnamento completamente sistematizzato, coesivo e coerente, impartito in un’atmosfera che onora la cultura da cui deriva ed i pionieri che ne hanno forgiato la pratica, il Koryu Uchinadi è sia un’arte che una scienza. Ben spiegato attraverso la meccanica comune e principi immutabili, il Koryu Uchinadi ha come caratteristiche peculiari le vibranti dinamiche corporee, i movimenti efficaci, la teoria funzionale basata sugli HAPV (atti abituali di violenza fisica) e gli esercizi applicativi a due che ridonano vita ai Kata.

Il lascito del Koryu Uchinadi Kenpo-jutsu può essere fatto risalire alle pratiche del quanfa (kenpo) cinese del Fujian del periodo Qing (1644-1911) che vennero introdotte e segretamente coltivate ad Okinawa durante l’ultima parte dell’antico Regno delle Ryukyu. Originariamente ricercato per le sue applicazioni difensive brutalmente efficaci, il Koryu Uchinadi Kenpo-Jutsu è basato sulle seguenti discipline del quanfa (kenpo cinese) del Fujian:

  1. Hsing (Kata) – i paradigmi difensivi originari cinesi;
  2. Qinna (Torite) – tecniche di presa e controllo utilizzate dalle forze dell’ordine locali;
  3. Shuai Jiao (Tegumi) – un antico metodo di origine cinese basato sulla lotta corpo a corpo, praticata da ragazzi e giovani uomini;
  4. Tigwa – forma plebea di impatto percussivo importata nell’isola dal Regno del Siam;
  5. Buki-gwa – l’arte dell’uso delle armi.

Queste pratiche vennero sintetizzate con le tecniche difensive locali e vennero costantemente reinterpretate nel tempo sia dalle autorità di polizia che da entusiasti praticanti.

Il Koryu Uchinadi Kenpo-jutsu include un’ampia gamma di abilità fisiche che consistono nel bloccare, calciare, colpire con i pugni [kihon-waza], manipolare le articolazioni e controllare gli arti (kansetsu-waza), limitare i movimenti dell’avversario (katame-waza), afferrare/premere i nervi e attaccare i tendini (tori-te waza), colpire i punti anatomicamente vulnerabili (kyusho-jutsu), limitare l’afflusso di sangue al cervello e aria ai polmoni (shime-waza), rompere l’equilibrio/proiettare (nage-waza), lottare a terra (ne-waza), uscire da prese e contrattaccare (gyaku-waza).

Inoltre, esso enfatizza gli esercizi a due persone chiamati tegumi futari geiko (Te = mano o mani. Tra le diverse interpretazioni che possono essere attribuite al termine “gumi” ricordiamo unire, cooperare e afferrare. In questo contesto Tegumi si riferisce all’intrappolare e afferrare con le proprie mani. Futari-geiko significa pratica continuativa o esercizio fluido a due persone), quali principali forme di allenamento. Pratiche di questo tipo includono la riproduzione di attacchi realistici, come strangolamenti, prese, ecc… e le corrispondenti difese sia da posizione eretta (tachi-waza) che da terra (ne-waza) con compagni che alternano il ruolo di attaccante e difensore.

Attraverso la pratica dei tegumi, il praticante comprende i significati ed i principi dei movimenti e delle posizioni (composizioni difensive) integrati nei kata. Quando praticano i tegumi i praticanti applicano diversi colpi e calci con i piedi, controlli, intrappolamenti, agganci e deflessioni con avambracci e mani, urti col corpo, lotta, blocco delle articolazioni e colpi ai punti vitali con le nocche o le dita in un “flusso continuativo” di movimenti usando brevi sequenze difensive estratte dai kata tradizionali di Karate. Concentrarsi su una sequenza limitata di movimenti consente al praticante di acquisire velocemente familiarità con la tecnica che diviene in breve un’azione riflessa. L’allenamento ai tegumi è molto importante poiché in una situazione reale di autodifesa l’esecuzione intuitiva ed automatica del gesto difensivo è un elemento vitale.

La Scuola Karatekai Italia è venuta a conoscenza di questo geniale ed innovativo metodo omni-comprensivo di pratica marziale grazie alla collaborazione che, dal 2011, il M° Lucio Maurino, ha instaurato con il caposcuola, durante i suoi seminari nazionali annuali, ed il suo primo istruttore certificato, nonché responsabile nazionale per il Koryu Uchinadi Kenpo Jutsu in Italia, il M° Marco Forti, 5° dan, direttore tecnico della Seishinkai di Cesena, responsabile per l’Italia dell’International Ryukyu Karate Research Society (Ryūkyū Karate-jutsu Kokusai Kenkyūkai) associazione del caposcuola diffusa a livello mondiale.

Per tali ragioni, La Scuola Karatekai Italia riconosce come collaboratore per il settore Koryu Uchinadi Kenpo-Jutsu, il M° Marco Forti, che periodicamente sarà coinvolto come docente nei seminari nazionali in Italia.