KARATEKAI ITALIA – Uechi Ryu e Koryu Uchinadi

PERCHÈ LO STILE DI KARATE UECHI RYU ?

Il KARATE UECHI RYU della Kenyukai Okinawa Association ha come caposcuola il M° Shinjo Kyohide, 9° dan e leggenda vivente sul territorio nipponico poiché è stato nove volte campione del “All Okinawa Kata and Kumite Championships”. Figlio ed allievo di Seiyu Shinjo, diventa sho-dan (1° dan) all’età di 16 anni. Dopo la morte del padre, nel 1979, Shinjo si è ritirato incontrastato dalle competizioni fondando il gruppo Kenyukai (“Ken” significa pugno, “yu” deriva dal nome del padre Seiyu Shinjo e “kai” significa gruppo, quindi “Kenyukai” significa “gruppo del forte pugno di Seiyu Shinjo) con la Uechi Ryu Association reclutando, nel tempo, proseliti in tutto il mondo. Egli, inoltre, è membro del consiglio di amministrazione della Okinawa Karate Federation, di cui è stato presidente dal 1991 al 2004.Lo stile di Karate Uechi Ryu è di matrice prettamente cinese, e proviene da una disciplina di combattimento nota col nome di Pangai-Noon (che significa “metà duro/metà morbido”). Esso fu introdotto per la prima volta ad Okinawa, agli inizi del secolo scorso, dal M° Kanbun Uechi, che lo aveva studiato per oltre 10 anni, appunto in Cina, tra la fine del 1800 e gli inizi del 1900, nella provincia del Fujian (nota per gli stili di lotta della Gru Bianca), sotto la guida del noto M° Shu Shi Wa. Questo sistema è anche denominato “sistema della tigre, della gru e del drago” poichè è caratterizzato da ciò che questi tre animali simbolizzano: forza e vigore (tigre), morbidezza e grazia (gru), agilità e imprevedibilità (drago). Inoltre il sistema è caratterizzato da particolari tecniche, di cui riportiamo un piccolo esempio, che sono difficili da trovare nelle altre scuole di Karate come:

  • SOKUSEN-GERI – Calcio con la punta dell’alluce;
  • BOSHIKEN-ZUKI – Colpo con il pollice piegato;
  • WA-UKE – Ricevere in modo morbido e circolare.

I Kata praticati nello Uechi-ryū sono otto. Tre sono quelli originariamente appresi da Kanbun Uechi durante il suo soggiorno cinese presso il M° Shu Shi Wa: Sanchin, Seisan e Sanseiryu; i cinque restanti invece, furono elaborati da suo figlio Kanei Uechi e dai suoi studenti dopo la seconda guerra mondiale. Il Kata principale, considerato la chiave di volta dell’intero stile è il Sanchin (traducibile come “tre tesori” o “tre conflitti“). Attraverso la pratica di questo esercizio isotonico/isometrico, che può a tutti gli effetti dirsi propedeutico alla pratica del Karate Uechi-ryū, si apprende la respirazione basilare dello stile e con la dovuta durezza/morbidezza, il corpo del praticante si plasma, i muscoli si tonificano e la struttura ossea si consolida.

La Scuola Karatekai Italia è venuta a conoscenza di questo antico e incontaminato stile di Karate grazie al M° Shai Hai, 5° dan, israeliano allievo diretto del caposcuola e responsabile della Kenyukai Association in Israele e in tutto il Medio Oriente, che dopo alcuni anni di collaborazione, iniziata nel 2014, attraverso seminari formativi svoltisi in Israele e in Italia, ha conferito al M° Lucio Maurino, dopo un intenso esame di verifica e su approvazione del caposcuola, il grado di 2° dan in Uechi Ryu, nonché la nomina a responsabile per l’insegnamento (shidoin) del Karate-do Uechi Ryu della Kenyukai Association in Italia, designando, altresì, il Dojo Karatekai Caserta, dojo dove opera il M° Lucio Maurino, quale di Honbu Dojo (dojo principale) della Uechi Ryu Kenyukai Italia.

Per tali ragioni, La Scuola Karatekai Italia riconosce come collaboratore per lo stile di Karate Uechi Ryu il M° Shai Hai, che periodicamente sarà coinvolto come docente nei seminari nazionali in Italia.

Dojo-Kaartekai-Caserta-2016

PERCHÈ IL METODO KORYU UCHINADI KENPO-JUTSU ?

Il metodo KORYU UCHINADI KENPO-JUTSU®, ideato dal M° Patrick McCarthy, Hanshi 9º Dan, noto ricercatore di fama mondiale con oltre un quarant’anni di studi approfonditi compiuti in Giappone, in Cina, in particolare nella regione del Fujian, nel Sud Est Asiatico e, naturalmente ad Okinawa, è un’interpretazione moderna delle discipline di combattimento storiche di Okinawa, fondata come alternativa pragmatica alla pletora di stili di Karate moderno definiti come “tradizionali” terribilmente ambigui e altamente non funzionali. Metodo di apprendimento/insegnamento completamente sistematizzato, coesivo e coerente, impartito in un’atmosfera che onora la cultura da cui deriva ed i pionieri che ne hanno forgiato la pratica, il Koryu Uchinadi è sia un’arte che una scienza. Ben spiegato attraverso la meccanica comune e principi immutabili, il Koryu Uchinadi ha come caratteristiche peculiari le vibranti dinamiche corporee, i movimenti efficaci, la teoria funzionale basata sugli HAPV (atti abituali di violenza fisica) e gli esercizi applicativi a due che ridonano vita ai Kata.

Il lascito del Koryu Uchinadi Kenpo-jutsu può essere fatto risalire alle pratiche del quanfa (kenpo) cinese del Fujian del periodo Qing (1644-1911) che vennero introdotte e segretamente coltivate ad Okinawa durante l’ultima parte dell’antico Regno delle Ryukyu. Originariamente ricercato per le sue applicazioni difensive brutalmente efficaci, il Koryu Uchinadi Kenpo-Jutsu è basato sulle seguenti discipline del quanfa (kenpo cinese) del Fujian:

  1. Hsing (Kata) – i paradigmi difensivi originari cinesi;
  2. Qinna (Torite) – tecniche di presa e controllo utilizzate dalle forze dell’ordine locali;
  3. Shuai Jiao (Tegumi) – un antico metodo di origine cinese basato sulla lotta corpo a corpo, praticata da ragazzi e giovani uomini;
  4. Tigwa – forma plebea di impatto percussivo importata nell’isola dal Regno del Siam;
  5. Buki-gwa – l’arte dell’uso delle armi.

Queste pratiche vennero sintetizzate con le tecniche difensive locali e vennero costantemente reinterpretate nel tempo sia dalle autorità di polizia che da entusiasti praticanti.

Il Koryu Uchinadi Kenpo-jutsu include un’ampia gamma di abilità fisiche che consistono nel bloccare, calciare, colpire con i pugni [kihon-waza], manipolare le articolazioni e controllare gli arti (kansetsu-waza), limitare i movimenti dell’avversario (katame-waza), afferrare/premere i nervi e attaccare i tendini (tori-te waza), colpire i punti anatomicamente vulnerabili (kyusho-jutsu), limitare l’afflusso di sangue al cervello e aria ai polmoni (shime-waza), rompere l’equilibrio/proiettare (nage-waza), lottare a terra (ne-waza), uscire da prese e contrattaccare (gyaku-waza).

Inoltre, esso enfatizza gli esercizi a due persone chiamati tegumi futari geiko (Te = mano o mani. Tra le diverse interpretazioni che possono essere attribuite al termine “gumi” ricordiamo unire, cooperare e afferrare. In questo contesto Tegumi si riferisce all’intrappolare e afferrare con le proprie mani. Futari-geiko significa pratica continuativa o esercizio fluido a due persone), quali principali forme di allenamento. Pratiche di questo tipo includono la riproduzione di attacchi realistici, come strangolamenti, prese, ecc… e le corrispondenti difese sia da posizione eretta (tachi-waza) che da terra (ne-waza) con compagni che alternano il ruolo di attaccante e difensore.

Attraverso la pratica dei tegumi, il praticante comprende i significati ed i principi dei movimenti e delle posizioni (composizioni difensive) integrati nei kata. Quando praticano i tegumi i praticanti applicano diversi colpi e calci con i piedi, controlli, intrappolamenti, agganci e deflessioni con avambracci e mani, urti col corpo, lotta, blocco delle articolazioni e colpi ai punti vitali con le nocche o le dita in un “flusso continuativo” di movimenti usando brevi sequenze difensive estratte dai kata tradizionali di Karate. Concentrarsi su una sequenza limitata di movimenti consente al praticante di acquisire velocemente familiarità con la tecnica che diviene in breve un’azione riflessa. L’allenamento ai tegumi è molto importante poiché in una situazione reale di autodifesa l’esecuzione intuitiva ed automatica del gesto difensivo è un elemento vitale.

La Scuola Karatekai Italia è venuta a conoscenza di questo geniale ed innovativo metodo omni-comprensivo di pratica marziale grazie alla collaborazione che, dal 2011, il M° Lucio Maurino, ha instaurato con il caposcuola, durante i suoi seminari nazionali annuali, ed il suo primo istruttore certificato, nonché responsabile nazionale per il Koryu Uchinadi Kenpo Jutsu in Italia, il M° Marco Forti, 5° dan, direttore tecnico della Seishinkai di Cesena, responsabile per l’Italia dell’International Ryukyu Karate Research Society (Ryūkyū Karate-jutsu Kokusai Kenkyūkai) associazione del caposcuola diffusa a livello mondiale.

Per tali ragioni, La Scuola Karatekai Italia riconosce come collaboratore per il settore Koryu Uchinadi Kenpo-Jutsu, il M° Marco Forti, che periodicamente sarà coinvolto come docente nei seminari nazionali in Italia.